Ho sempre odiato profondamente Valentino Rossi.
Sin da quando, da ragazzino, stravinceva, e nello stravincere irrideva tutto e tutti con caschi buffi e scherzi post-gara: lui li suonava tutti, poi li sfotteva pure, e gli altri zitti e a casa (ovviamente, altrimenti venivano tacciati subito di poca sportività... alla faccia!). E questo mi ha sempre ricordato molto i comportamenti dei bulletti che alle scuole e nel quartiere mi sfottevano anche pesantemente perchè ero un giovane nerd (non è che sia cambiato molto da allora, oggi sono un nerd adulto, semplicemente ho imparato a difendermi). Vedere la faccia di Valentino mi faceva salire la rabbia perchè mi sembrava rivedere quei bulletti; anche oggi a distanza di tanti anni l'effetto è lo stesso, immagino che gli psicologi abbiano ragione quando sproloquiano di traumi infantili.
Si può immaginare la goduria che abbia provato nel 2006 e nel 2007 a vedere Rossi perdere i mondiali e lamentarsi nel frattempo... conoscendomi probabilmente scorderò prima o poi date e avvenimenti importanti, tipo il compleanno della ragazza o cose del genere, ma non quel 29 ottobre dove perse il mondiale da Hayden (lo so, è parecchio triste come cosa).
Ci speravo anche quest'anno a dire il vero. Da vero fan della produzione italica sono tifoso Ducati. Speravo veramente che Casey Stoner, il ragazzino da Kurri Kurri (un nome una garanzia), riuscisse di nuovo a compiere l'impresa di portare un altro mondiale a Borgo Panigale... ma purtroppo non sarà così. Tutto svanito a mio avviso in quella crudele roulette di Laguna Seca. Rossi ha bluffato, Rossi ha vinto, Rossi lo ha demolito mentalmente come ha fatto con Biaggi, Gubernau e Melandri prima di lui.
Mi aveva sempre stupito una dote dei bulletti: la loro furbizia. Nonostante fossero persone riprovevoli non erano degli stupidi, anzi, erano molto, molto scaltri e riuscivano sempre a farla franca. Come non pensare che Rossi, come loro principe, non fosse il più dotato? Ha vinto mondiali bluffando clamorosamente, con una moto nettamente superiore e gomme studiate appositamente per lui fingeva epiche battaglie, salvo poi andarsene negli ultimi due giri e stravincere. "Rossi guida sui problemi", "Rossi stravince con mezzi inferiori", erano i titoloni sui giornali, che gli hanno procurato una reputazione e una copertura mediatica mai vista.
Ma negli ultimi tempi era diverso. Non poteva usare queste tattiche: troppo inadatta la sua Yamaha, troppo fuori di testa Stoner che con la sua Rossa martella sempre tempi incredibili a ogni giro, indipendentemente che sia il primo o l'ultimo. L'unica soluzione era portare il bluff, il gioco psicologico di cui è maestro, a un livello superiore. E qui giungiamo a quel maledetto weekend californiano.
Rossi ha lasciato sfogare Casey, gli ha fatto credere di averne di più per tutto il weekend ma, miracolosamente, durante la gara gli è stato attaccato. E ha vinto, guadagnandosi anche l'etichetta mediatica di quello che in gara fa i miracoli. Lui aveva fatto bene i suoi conti: sapeva di quel soprannome, Rolling Stoner, che era un vecchio marchio di fabbrica di Casey, sapeva che quando è costretto a dare il 110% Casey va a dare un bacino all'asfalto più spesso che no. E, visto che la tattica ha funzionato ha continuato. Fino alle ultime due gare, 7 decimi di distacco in prova ma sugli stessi tempi della Ducati in gara: si è nascosto tutto un weekend, per non far sapere quanto in realtà fosse veloce. Ha instillato in Casey il dubbio che in realtà Rossi ne avesse come lui, che dovesse andare oltre il suo già disumano limite per battere Rossi. E Casey ci è cascato, ed è cascato. Come altri prima di lui.
La tigre è stata ingabbiata. Un altra testa nella collezione privata del capo dei bulletti. Potrebbero essere solo illazioni, ma seguo le corse da tanti anni e non ho mai visto un pilota recuperare 7 decimi di distacco in due sessioni di prove (potrei capire se il tuo ingegnere di pista si chiamasse Gesù Cristo ma non mi sembra questo il caso). L'unica spiegazione possibile è che il re del bluff ha colpito ancora. E ha fatto centro. Il re dei bulletti l'ha fatta franca, ancora una volta.
So long, Casey. Spero tu riesca a uscire da questo tunnel e ritorni BaStoner, il cavaliere australiano che ai miei occhi vendicava il ragazzetto nerd umiliato dai bulletti.