domenica 2 novembre 2008

Elogio del Rosso, parte I


Oh ma come saranno le domeniche di Superbike senza Bayliss? Chissà, di sicuro mancherà uno come lui che corre sempre col coltello tra i denti e non molla mai (mmmm.... in realtà lo fanno tutti in SBK e non vanno per il sottile, ma Troy lo fa meglio). Mi sento in effetto un po' spaesato come quando Schumi smise con la F1... come quando se ne va (non nel senso di andare al cimitero eh, nel senso di andare da qualche parte lontano, tipo un trasloco in Nebraska ;)) un amico, pensi a tutto quello che è successo, alle domeniche trionfali e a quelle pessime. Perchè è così, ammettiamolo, i piloti non conoscono noi tifosi ma noi li conosciamo molto bene e li amiamo per il fatto di tenerci compagnia la domenica quando sei annoiato da morire e non hai voglia di tornare a lavorare o studiare, per farci sobbalzare sul divano come oggi quando vanno un secondo più veloci degli altri o quando stanno per vincere mondiali e cadono a 3 curve dalla fine (riferimenti casuali?).

Altri prenderanno il posto su quella 1098 ma i miti rimangono immortali, sempre giovani e in forma come l'ultima volta che li hai visti in TV, e Troy è uno di loro. Grazie di tutto... magari passa a far visita ogni tanto con una wild card ;)

venerdì 17 ottobre 2008

Ma che FIFA!

Sono stato spettatore involontario ieri sera (involontario perchè stavo aspettando che la cena fosse pronta... lo so, triste) di uno dei più grandi fail della storia del calcio a 5, direi un fail complessivo dello sport.

Ora, la partita era Italia-Spagna, non un'amichevole ma mi dicono la semifinale di coppa del mondo, non esttamente un'amichevole. Diciamo anche che a 12 secondi dalla fine siamo 2-2, quindi non esattamente la goleada.

A questo punto nell'ordine succede: si perdono 3 secondi dal nulla e il cronometro passa da 12 a 9, poi i nostri decidono di regalare agli altri il pallone, poi suona la sirena, poi gli spagnoli fanno gol(!!!). Poi gli arbitri convalidano per qualche motivo mai comunicato.

Ora, si scopre che gli arbitri erano un mozambicano e un kazako, che va bene il rispetto per tutti i popoli ma mi sa che laggiù a momenti non sanno neanche di che forma è il pallone. Come al solito la FIFA preferisce la geopolitica a scapito dell'eccellenza. Perchè dobbiamo avere arbitri incompetenti in tutte le competizioni internazionali (vedi Olimpiadi e Mondiali)? Perchè dobbiamo avere il Turkmenistan ai mondiali invece, chessò, dell'Irlanda ad esempio? Finchè avranno i soldi loro comunque avranno il coltello dalla parte del manico. E continueranno ad ammorbarci con arbitraggi da terzo mondo e cazzate sulla tradizione del calcio quando chiunque si è accorto che c'è bisogno della moviola e dell'uso di tutti gli amenicoli tecnologici possibili perchè il gioco è troppo veloce al giorno d'oggi. Ma qui mi viene il sospetto che avesse ragione quello della massima "purchè se ne parli".

Altra polemica: tutti si lamentano dei brasiliani naturalizzati in nazionale. Va bene, forse 14 su 14 sono troppi, ma capirei se si chiamassero Luisinho o Marcelinho, ma mi pare che comunque Foglia e Grana siano cognomi italiani o no? I nostri hanno solo da impegnarsi a diventare bravi come loro. Comunque per me se hanno la magli azzurra sono italiani e stop. Il resto sono stronzate e polemiche gratuite. Perchè nessuno si strappa le vesti in pubblico per Balotelli, Amauri (lui è un brasiliano intero, altro che figli di emigrati...), Santacroce e Camoranesi in nazionale? Sarà che forse in questo paese si grida allo scandalo per stupidaggini poi per le faccende importanti tutti zitti?

domenica 5 ottobre 2008

Finalmente

Finalmente una gara come piacciono a me... da calcolatore! (so di essere in minoranza tra gli appassionato di motori ma che ci volete fare)

Grande Troy!

domenica 21 settembre 2008

Tre curve

Era quello che ti mancava per vincere un mondiale, il terzo. E invece ti sei coricato al tornantino e ti toccherà giocartela a Magny Cours. venti secondi e sarebbe tutto finito. E invece è finita lì, sull'asfalto della via di fuga, per l'ennesima volta schiavo della disumana voglia di vincere, della voglia di primeggiare a tutti i costi anche quando, come questa volta, era impossibile farlo. E in effetti è questo che piace alla gente (soprattutto ai cosiddetti appassionati veri, i quali sostengono che non capisco una sega di moto... probabile, però stavolta sono assolutamente convinto di avere ragione da vendere), il pilota indomito che non si da mai per vinto. Anche a me piace molto... ma se devo dire la verità, facendo un paragone automobilistico, il mio pilota preferito è il tipo alla Schumacher, alla Prost, alla Lauda. Il ragioniere, quello che conta tutti i singoli punti e alza il piede quando serve.

Questo mi porta anche a un altro ragionamento: perchè mi becco dell'incompetente quando dico che Troy ha fatto una stronzata colossale (e obiettivamente è vero)? E da qui andiamo a parare da un'altra parte, cioè perchè la gente adorano i piloti che corrono col cuore in mano?

Immagino perchè in quel pilota ci vedono l'immagine di chi vorrebbero essere. Correre così, liberi da qualsiasi pensiero e preoccupazione, fregandosene del resto, di quello che c'è fuori dall'autodromo, della squadra, di tutto quello che ci assilla quotidianamente.

Comunque sia, non riesco lo stesso a capire. Mi sembra un controsenso. Ma immagino che non portò mai capire (così come loro non capiranno mai la mia razionalità).

Interrogativo inquietante di fine post: il pilota spettacolare per eccellenza, Gilles Villeneuve, sarebbe ancora un mito in Italia se non fosse morto, se magari fosse vissuto ancora e poi avrebbe cambiato squadra? Chissà. Di certo è fantascieza.

lunedì 8 settembre 2008

Tanti punti e una bella rissa

Ieri sera mi sono messo a pensare quante partite ricordassi della scorsa stagione di basket. Alcune mi sono rimaste in mente per qualche episodio particolare, altre invece nulla, buio assoluto. Domandandomi cosa potesse essere che mi faceva ricordare, ho trovato che era la concomitanza del maggior numero possibile di questi eventi:

1) punteggio alto: le partite che finiscono 70-65 sono spesso noiose, non è bello vedere la gente che difende duro e sbaglia un sacco di canestri anche se piace ai tattici. Invece un punteggio alto, tipo 100-95, è quasi sempre indice di una partita in qualche modo divertente: vedi la finale USA-Spagna alle olimpiadi.
2) supporto della curva: crea l'atmosfera e la tensione giusta. L'unica partita l'anno scorso in cui non mi sono assolutamente divertito è quella in cui la nostra curva ha fatto sciopero.
3) arbitraggi scandalosi: mettono il pepe nella partita... e in Italia non sono così rari da vedere. Anzi direi che in tutte le partite ci sono parecche chiamate vergognosamente sbagliate, sempre chiaramente a nostro sfavore.
4) gli avversari commettono qualche cazzata mostruosa: ad esempio farsi espellere per insulti all'arbitro, fare una serie di passaggi in tribuna, cose del genere insomma. C'è un certo piacere sadico nel vedere l'avversario che fallisce miseramente. L'apoteosi in questo senso è un paio di anni fa quando Cantù ci regalò una partita che aveva praticamente vinto.
5) noi commettiamo qualche cazzata clamorosa: è noto che la memoria del tifoso sia a brevissimo termine e che le sconfitte rimangono impresse molto più delle vittorie. In questo caso posso scordare mille partite vinte ma le sconfitte brucianti rimangono (esempio qualche anno fa con Reggio Calabria straultima, in casa. Sconfitta vergognosa col pubblico che lanciava monetine in campo... ma qui mi ricollego al punto 7).
6) gli avversari sono particolarmente antipatici. Che gusto c'è ad andare al palazzetto se non c'è nessuno da insultare per sfogarsi dopo una settimana di merda? Una lista (incompleta) dei giocatori più antipatici del mondo, da insultare a prescindere: Nicolas Mazzarino, Niccolò Squarcina, Catalin Burlacu, Goran Jurek, Antonio Porta, Jaka Lakovic, Shaun Stonerook (anni da canturino non si dimenticano così su due piedi). Ex da insultare: Fabio di Bella (perchè si ostina a tirare una tripla dopo l'altra in nazionale), tutta la squadra dell'anno scorso. Allenatori: Carlo Recalcati, Pino Sacripanti, Lino Lardo. Presidenti: Sabatini ed Ercolino.
7) un episodio "riprovevole" di qualche tipo. Il mio sogno segreto è vedere prima o poi una di quelle belle risse tipo Pistons-Pacers in diretta, coi giocatori che si massacrano di botte, le panchine che fanno altrettanto, e il pubblico che getta popcorn e patatine in campo. Chiaramente se fossi un commentatore o un giornalista mi indignerei (giustamente) di questa gente che ha dato spettacolo indegno di sè... ma a me che mi importa, in fondo sono un tifoso e non ho nessun obbligo di correttezza verso nessuno. Penso che alla fine il compiacimento più grande sia quello di essere stato, in qualche modo, parte dell'evento sportivo più significativo dell'intero pomeriggio, quello che finisce sui giornali, quello di cui ti chiederanno tutti il lunedì mattina. Insomma, quello di sentirti un privilegiato per qualche momento.

domenica 7 settembre 2008

A lui sarebbe piaciuto

A lui Felipe Massa sarebbe piaciuto. Al Drake intendo, il Grande Vecchio che ha creato uno dei miti più longevi della F1. A lui sarebbero piaciute la sua grinta, la sua emotività puramente latina (anzi, latino-americana), ma soprattutto il fatto che ancora una volta uno sconosciuto arrivava a portata di titolo mondiale con una delle sue macchine. L'ha fatto tante volte quando era in vita: Tony Brooks, Phil Hill, John Surtees, Jacky Ickx, Gilles Villeneuve. Tutti piloti abbastanza forti da poter vincere il mondiale con le sue macchine ma mai di oscurarne il Mito (tranne per Gilles, l'eccezione).

Non aveva amato Lauda: lo considerava un danno collaterale, necessario a far tornare le sue macchine al vertice dopo 10 anni di inedia. Non avrebbe amato Schumacher: l'avrebbe probabilmente appiedato dopo un paio d'anni, infischiandosene della possibilità di inanellare la più grande striscia vincente di sempre. Non avrebbe amato Raikkonen, anche se protagonista di uno dei mondiali più incredibili della storia: troppo freddo il suo carattere e l'approccio alle corse, specialmente per uno che adorava i piloti intrepidi vecchia maniera, come il suo idolo Nuvolari

Massa, invece, sarebbe stata altra cosa. Una vita in Ferrari, attaccato al marchio. Gli inizi come pilota nella Sauber, a rischio licenziamento perchè distruggeva le macchine, poi come test driver, poi da compagno di Schumacher, oscurato dal kaiser, poi come compagno di Raikkonen, fregato dalla sua stessa voglia di emergere, infine quest'anno. Probabilmente il Drake l'avrebbe apprezzato, perchè ancora una volta una Ferrari è in lotta per il titolo, e neanche questa volta il Mito sarebbe stato messo in secondo piano dal pilota. Mi piace pensare che ci sia il suo zampino nel gesto di firmare quel ragazzino nell'inverno del 2001.

lunedì 1 settembre 2008

Una tigre in gabbia

Ho sempre odiato profondamente Valentino Rossi.
Sin da quando, da ragazzino, stravinceva, e nello stravincere irrideva tutto e tutti con caschi buffi e scherzi post-gara: lui li suonava tutti, poi li sfotteva pure, e gli altri zitti e a casa (ovviamente, altrimenti venivano tacciati subito di poca sportività... alla faccia!). E questo mi ha sempre ricordato molto i comportamenti dei bulletti che alle scuole e nel quartiere mi sfottevano anche pesantemente perchè ero un giovane nerd (non è che sia cambiato molto da allora, oggi sono un nerd adulto, semplicemente ho imparato a difendermi). Vedere la faccia di Valentino mi faceva salire la rabbia perchè mi sembrava rivedere quei bulletti; anche oggi a distanza di tanti anni l'effetto è lo stesso, immagino che gli psicologi abbiano ragione quando sproloquiano di traumi infantili.
Si può immaginare la goduria che abbia provato nel 2006 e nel 2007 a vedere Rossi perdere i mondiali e lamentarsi nel frattempo... conoscendomi probabilmente scorderò prima o poi date e avvenimenti importanti, tipo il compleanno della ragazza o cose del genere, ma non quel 29 ottobre dove perse il mondiale da Hayden (lo so, è parecchio triste come cosa).
Ci speravo anche quest'anno a dire il vero. Da vero fan della produzione italica sono tifoso Ducati. Speravo veramente che Casey Stoner, il ragazzino da Kurri Kurri (un nome una garanzia), riuscisse di nuovo a compiere l'impresa di portare un altro mondiale a Borgo Panigale... ma purtroppo non sarà così. Tutto svanito a mio avviso in quella crudele roulette di Laguna Seca. Rossi ha bluffato, Rossi ha vinto, Rossi lo ha demolito mentalmente come ha fatto con Biaggi, Gubernau e Melandri prima di lui.
Mi aveva sempre stupito una dote dei bulletti: la loro furbizia. Nonostante fossero persone riprovevoli non erano degli stupidi, anzi, erano molto, molto scaltri e riuscivano sempre a farla franca. Come non pensare che Rossi, come loro principe, non fosse il più dotato? Ha vinto mondiali bluffando clamorosamente, con una moto nettamente superiore e gomme studiate appositamente per lui fingeva epiche battaglie, salvo poi andarsene negli ultimi due giri e stravincere. "Rossi guida sui problemi", "Rossi stravince con mezzi inferiori", erano i titoloni sui giornali, che gli hanno procurato una reputazione e una copertura mediatica mai vista.
Ma negli ultimi tempi era diverso. Non poteva usare queste tattiche: troppo inadatta la sua Yamaha, troppo fuori di testa Stoner che con la sua Rossa martella sempre tempi incredibili a ogni giro, indipendentemente che sia il primo o l'ultimo. L'unica soluzione era portare il bluff, il gioco psicologico di cui è maestro, a un livello superiore. E qui giungiamo a quel maledetto weekend californiano.
Rossi ha lasciato sfogare Casey, gli ha fatto credere di averne di più per tutto il weekend ma, miracolosamente, durante la gara gli è stato attaccato. E ha vinto, guadagnandosi anche l'etichetta mediatica di quello che in gara fa i miracoli. Lui aveva fatto bene i suoi conti: sapeva di quel soprannome, Rolling Stoner, che era un vecchio marchio di fabbrica di Casey, sapeva che quando è costretto a dare il 110% Casey va a dare un bacino all'asfalto più spesso che no. E, visto che la tattica ha funzionato ha continuato. Fino alle ultime due gare, 7 decimi di distacco in prova ma sugli stessi tempi della Ducati in gara: si è nascosto tutto un weekend, per non far sapere quanto in realtà fosse veloce. Ha instillato in Casey il dubbio che in realtà Rossi ne avesse come lui, che dovesse andare oltre il suo già disumano limite per battere Rossi. E Casey ci è cascato, ed è cascato. Come altri prima di lui. La tigre è stata ingabbiata. Un altra testa nella collezione privata del capo dei bulletti. Potrebbero essere solo illazioni, ma seguo le corse da tanti anni e non ho mai visto un pilota recuperare 7 decimi di distacco in due sessioni di prove (potrei capire se il tuo ingegnere di pista si chiamasse Gesù Cristo ma non mi sembra questo il caso). L'unica spiegazione possibile è che il re del bluff ha colpito ancora. E ha fatto centro. Il re dei bulletti l'ha fatta franca, ancora una volta.

So long, Casey. Spero tu riesca a uscire da questo tunnel e ritorni BaStoner, il cavaliere australiano che ai miei occhi vendicava il ragazzetto nerd umiliato dai bulletti.